VOLANTINO DIMAT

Per saperne di più su DIMAT

- cos'é DIMAT?
- gli obiettivi di DIMAT
- come funziona DIMAT?
- a chi si rivolge DIMAT?

Che cosa è DIMAT?

Dimat è una concreta proposta pedagogica e didattica che mira a favorire l’insegnamento-apprendimento differenziato in ambito matematico. Tiene conto, entro limiti praticabili in situazione collettiva, delle caratteristiche degli allievi (diversità dei ritmi, delle possibilità e delle modalità di apprendimento; strategie diverse di risoluzione dei compiti e di interazione socio-affettiva; gradi diversi di autonomia, capacità di autovalutazione e di consapevolezza delle modalità di lavoro), delle esigenze e dello stile di insegnamento dei docenti, oltre che degli obiettivi essenziali del programma di matematica del II ciclo della scuola elementare.

Dimat propone la traduzione concreta, operativa, in termini di prestazione, utile per la progettazione del docente e comprensibile tanto per i genitori che per gli allievi, in vista di una graduale assunzione del loro apprendere e degli obiettivi di padronanza del programma.

L’approccio (che non è da considerare un metodo) si propone, in uno spirito di flessibilità e di piena libertà per il docente, di essere una risorsa e di fornire degli aiuti precisi all’insegnante che ritiene indispensabile attuare con i suoi allievi un insegnamento differenziato. Dimat, in particolare propone:
* un “sistema di autovalutazione”, utilizzabile direttamente dall’allievo e dal docente, basato su dei “fogli di autovalutazione” che permettono all’allievo di progettare il proprio percorso d’apprendimento;

* un insieme di materiali “concreti” (oggetti, strumenti, giochi, problemi, situazioni di scoperta e ricerca, schede per le attività di preparazione e di ripresa-rimediazione) per le classi 3a, 4a e 5a elementare;

* un testo di presentazione dell’approccio con le indicazioni metodologiche;

* un corso di formazione per i docenti interessati.
Disponendo sin dall’inizio della terza elementare di una “tabella di autovalutazione”, illustrante i contenuti fondamentali del programma dell’anno, distinti in tre livelli di difficoltà, l’allievo impara gradualmente a scegliere l’attività da svolgere, a rappresentarsi le situazioni o i problemi da affrontare, a collaborare con i compagni, a progettare il proprio lavoro, a chiedere l’aiuto del docente quando necessario, a controllare, ad autovalutarsi e a correggere le soluzioni.

Gli obiettivi fondamentali di DIMAT:

Tener conto delle differenze tra gli allievi senza dimenticare gli obiettivi matematici ed educativi del programma.

Proporre attività e situazioni matematiche significative in uno spirito di assunzione progressiva di autonomia da parte dell’allievo ed entro precise condizioni di apprendimento, definite chiaramente dal docente (spazi di libertà controllata).

Sviluppare, durante le ore di matematica, tanto gli obiettivi cognitivi (sapere) e socio affettivi (saper essere, interagire), quanto quelli metacognitivi (imparare ad imparare, essere consapevole del proprio sapere e delle procedure utilizzate).

Fornire un aiuto concreto e delle modalità di aggiornamento-formazione che permettano al docente di attuare in classe un insegnamento differenziato effettivo e praticabile, mantenendo il controllo dell’informazione sul singolo, sulla classe e sul programma.

Fornire un ventaglio di alternative e di strumenti che permettano anche al docente di differenziare il proprio lavoro e decidere, in piena autonomia, il grado e il tipo di cambiamento che egli sente di attuare.

Implicare l’allievo nell’autovalutazione del proprio apprendimento grazie agli strumenti di valutazione formativa.

Favorire la collaborazione con le famiglie e con gli altri operatori interessati (docenti di sostegno, direttore, ispettore), permettendo una chiara comunicazione, mediante gli stessi strumenti utilizzati tanto dal docente quanto dagli allievi.

Mettere l’accento su come si impara e non solo su cosa si impara.

Come funziona DIMAT?

Lo strumento fondamentale di lavoro per l’allievo è il classificatore con i “fogli di autovalutazione” (FV). Essi riassumono in forma di prestazione gli obiettivi essenziali del programma di matematica. La prima pagina è una “tabella di autovalutazione” che elenca tutti gli argomenti da affrontare nel corso dell’anno. Ogni argomento è diviso nei livelli “Facile”, “Medio” e “Difficile”.

L’allievo può scegliere fra gli argomenti proposti quello che, in funzione delle sue conoscenze, capacità, interessi, gli sembra alla sua portata. Prima di affrontare un “foglio giallo”, però, egli deve, di regola, prepararsi, in collaborazione con dei compagni, utilizzando dei “fogli di preparazione” (FP) che permettono di incontrare, scoprire e lavorare le diverse difficoltà e i diversi ostacoli. Solo quando è convinto di poter affrontare e risolvere un dato compito, ad un certo livello, l’allievo può decidere liberamente di svolgere il corrispondente “foglio giallo”, cioè la relativa situazione di autovalutazione. Un volta “conquistata” quella determinata competenza, l’allievo può colorare la casella corrispondente nella sua “tabella di autovalutazione”. In caso di errori, invece, l’allievo deve riprendere quel tipo di situazioni, lavorando su dei “fogli di ripresa”, magari con l’aiuto di un compagno o del docente.
Gradualmente l’allievo costruisce così il suo percorso d’apprendimento. Egli può costantemente vedere dove è arrivato, quali sono i suoi punti forti, le sue debolezze, può progettare nuovi lavori, ecc... .

Avendo ogni allievo il suo profilo costantemente aggiornato, è semplice per il docente rendersi conto della situazione degli allievi e della classe, in ogni momento dell’anno scolastico. Tale presa di coscienza e “controllo continuo” dell’evolversi delle situazioni d’apprendimento, permettono al docente di regolare l’insegnamento, partendo dall’osservazione quotidiana delle competenze e delle procedure messe in atto dai suoi allievi. Potrà perciò decidere quando svolgere determinate lezioni (con chi, quando e come introdurre un nuovo argomento).

DIMAT si rivolge ai docenti che si pongono i seguenti interrogativi:

  • Come tener conto dei ritmi e delle diverse modalità di apprendimento degli allievi?

  • Come è possibile adeguare il lavoro scolastico alle possibilità effettive d’apprendimento dell’allievo?

  • Come differenziare in una classe anche numerosa?

  • Come può il docente riuscire continuamente ad avere il controllo della classe pur lavorando spesso con gruppetti, coppie o singoli allievi?

  • Come, con quali strumenti, favorire l’autocorrezione e l’autovalutazione dell’allievo?

  • Come disporre di una struttura organizzativa della classe (materiali, attività di preparazione, di ripresa, di valutazione formativa, ...) che favorisca l’autonomia, la collaborazione, il piacere di conoscere, di scoprire e la capacità ad imparare?

  • Nei Programmi si legge che “è importante che non tutto venga insegnato, ... che l’allievo cerchi da sé,..., scopra e sviluppi le sue capacità di osservazione e riflessione”. Cosa deve fare dunque l’insegnante se deve insegnare meno?

  • Possiamo pretendere che gli allievi imparino a gestire il loro tempo di lavoro? Possiamo accordare loro libertà di scelta delle situazioni matematiche da affrontare e delle procedure da mettere in atto?

  • È possibile, (necessario?) permettere agli allievi di svolgere contemporanemente attività diverse, in un clima di libertà e di progetto personale?

  • Come disporre, sin dall’inizio dell’anno, di una concreta definizione degli obiettivi di padronanza del programma di matematica e comunicarli con un linguaggio chiaro agli allievi e ai genitori?

  • Se l’allievo deve essere il “costruttore” del proprio sapere, per il docente, cosa significa divenire “l’organizzatore delle condizioni d’apprendimento”?

  • Per differenziare l’apprendimento, di che risorse precise deve poter disporre il docente?

  • Come favorire contemporaneamente lo sviluppo del “sapere”, del “saper fare” e del “saper essere” in ambito matematico?

    A questi ed altri interrogativi l’approccio Dimat risponde con delle proposte concrete: materiali specifici per ogni classe, indicazione metodologiche, riflessioni continue sulla pratica e corsi di aggiornamento per i docenti.